Iperammortamento 2026: l’emendamento che apre ai Paesi del G7 (ma solo per alcuni beni)
Un emendamento al Decreto Milleproroghe, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera, propone una revisione significativa della disciplina dell’iperammortamento, l’incentivo fiscale destinato agli investimenti in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico. La proposta introduce due novità rilevanti: la proroga della misura fino al 2028 e l’estensione del beneficio anche ai beni prodotti nei Paesi del G7, seppur limitatamente a specifiche categorie merceologiche.
Il contesto normativo
Con la Legge di Bilancio 2026 l’iperammortamento è stato limitato ai beni prodotti nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo, con l’obiettivo di tutelare l’industria manifatturiera europea.
La scelta ha però generato forti criticità per le imprese che operano in settori in cui non esistono alternative tecnologicamente equivalenti di produzione europea, rendendo più complesso l’accesso all’incentivo per investimenti strategici.
Le novità introdotte dall’emendamento
L’emendamento 14.44 prevede la proroga dell’iperammortamento fino al 31 dicembre 2028, con possibilità di consegna dei beni entro il 30 giugno 2029 a fronte di un acconto minimo del 20%.
La proposta introduce inoltre un’estensione del perimetro territoriale ai Paesi del G7 – Stati Uniti, Giappone, Canada e Regno Unito – oltre ai Paesi UE già ammessi, ma solo per una selezione limitata di beni.
Le categorie merceologiche interessate
L’estensione dell’iperammortamento ai Paesi del G7 riguarda macchinari industriali essenziali per la produzione di beni, con particolare attenzione a quelli destinati a movimentazione, trasformazione e lavorazione dei prodotti.
Rientrano i principali macchinari produttivi, come carrelli elevatori, sistemi di sollevamento e trasporto industriale, macchine movimento terra, linee per la lavorazione alimentare, impianti per carta e cartone, oltre a macchine per la lavorazione di minerali e materiali industriali. Sono inclusi anche trattori e macchine speciali utilizzati nei processi produttivi e logistici.
Si tratta di beni strumentali ad alto impatto produttivo, per i quali l’offerta europea non sempre è sufficiente o tecnologicamente equivalente, giustificando così un’apertura mirata ai principali Paesi industrializzati del G7.
Secondo i promotori dell’emendamento, si tratta di comparti in cui l’offerta europea risulta in alcuni casi insufficiente o non competitiva, rendendo necessaria una maggiore flessibilità normativa.
Criticità e perplessità
La proposta resta controversa e il suo iter parlamentare è tutt’altro che scontato, anche perché l’emendamento proviene dai banchi dell’opposizione.
Inoltre, la scelta di limitare l’estensione territoriale a poche categorie merceologiche appare come un intervento selettivo, che rischia di introdurre ulteriori complessità nella disciplina dell’iperammortamento.
Uno scenario ancora aperto
Il confronto parlamentare determinerà se l’iperammortamento potrà evolvere verso una maggiore apertura alle catene globali del valore o se resterà ancorato a un vincolo territoriale europeo.
In ogni caso, il dibattito mette in luce la necessità di bilanciare la tutela dell’industria europea con l’esigenza di garantire alle imprese strumenti efficaci per investire in innovazione e competitività.