Direttiva ATEX: pubblicata la sesta edizione

A gennaio 2026 è stata pubblicata la sesta edizione della linea guida relativa alla direttiva ATEX 2014/34/UE. È fondamentale chiarire che non si tratta di una nuova direttiva, ma di un aggiornamento del documento ufficiale della Commissione Europea volto a facilitare l’interpretazione e l’applicazione pratica della normativa esistente per apparecchiature e sistemi di protezione destinati all’uso in atmosfere potenzialmente esplosive.

 

Continuità e scopo del documento

La sesta edizione non modifica i requisiti essenziali di sicurezza, le categorie di zone o le procedure di valutazione della conformità rispetto alla precedente quinta edizione. Il suo obiettivo rimane quello di garantire un elevato livello di protezione della salute e sicurezza delle persone e assicurare la libera circolazione dei prodotti all’interno del mercato unico europeo. Tuttavia, introduce importanti chiarimenti e processi di modernizzazione necessari per l’attuale contesto industriale.

 

Le principali novità della sesta edizione

L’aggiornamento del 2026 introduce quattro punti focali che impattano la gestione documentale e tecnica dei prodotti:

  • Digitalizzazione ufficiale: viene sancita l’accettabilità delle Dichiarazioni di Conformità (DoC) e dei manuali in formato digitale, fruibili ad esempio tramite QR code o Cloud. Resta l’obbligo di garantire l’accesso a tale documentazione per tutta la vita del prodotto o per un periodo minimo di 10 anni
  • Manutenzione vs nuovo prodotto: la linea guida conferma che la sostituzione di parti usurate per ripristinare una funzione esistente è considerata manutenzione. Di conseguenza, i pezzi di ricambio non devono necessariamente conformarsi alla Direttiva 2014/34/UE se destinati alla manutenzione di prodotti finiti già immessi sul mercato
  • Tracciamento elettrico (Trace Heating): È stata aggiornata la terminologia per definire i sistemi in base alla classe di temperatura. I termini “Progettazione stabilizzata” e “Progettazione controllata” sono stati sostituiti rispettivamente con “Tipo A” e “Tipo B”.
  • Apparecchiature “semplici”: prodotti come valvole manuali, scale e utensili privi di sorgenti di innesco proprie sono ora definitivamente confermati fuori dal campo di applicazione ATEX (Out of scope)

 

Implicazioni per la sicurezza e la gestione aziendale

Sebbene la 2014/34/UE sia una direttiva di prodotto rivolta ai fabbricanti, le sue linee guida sono uno strumento critico per RSPP e  consulenti HSE. Il documento chiarisce infatti il confine tra:

  1. Riparazione e modifica Sostanziale: una riparazione con pezzi identici non richiede una nuova marcatura CE, mentre una modifica che altera le prestazioni di sicurezza trasforma l’azienda in un “nuovo fabbricante”, con l’obbligo di ricertificare la macchina.
  2. Installazione e assemblaggio: viene spiegato quando il collegamento di più macchine ATEX è una semplice installazione o quando diventa un assemblaggio che richiede una nuova marcatura CE dell’intero insieme.
  3. Interfacce tra zone: vengono forniti esempi pratici su come gestire apparecchiature che operano tra zone diverse (es. interno macchina Zona 20 ed esterno Zona 22).

 

Conclusioni per il Datore di Lavoro

L’applicazione di queste linee guida supporta il datore di lavoro nell’adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 (che recepisce la direttiva sociale ATEX 1999/92/CE), in particolare per quanto riguarda la scelta corretta delle attrezzature in base alla classificazione delle zone. La conformità non si limita all’acquisto di un prodotto marchiato “Ex”, ma include l’osservanza rigorosa delle istruzioni del fabbricante e delle condizioni specifiche di utilizzo indicate nel manuale.