Infortuni sul lavoro e malattie professionali: le prime evidenze del 2025
Secondo i dati diffusi dall’Inail nella pubblicazione “Dati Inail – Andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali” (n. 1, gennaio 2026, dati aggiornati al 31 dicembre 2025, provvisori e soggetti a consolidamento, Inail), l’anno 2025 mostra alcune tendenze significative in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali. Pur essendo dati ancora provvisori, consentono già di delineare i principali fenomeni: una crescita contenuta degli infortuni complessivi, un incremento più marcato degli infortuni in itinere e un aumento significativo delle malattie professionali, soprattutto quelle legate all’apparato muscolo-scheletrico.
Infortuni: crescita contenuta ma segnali da monitorare
Nel 2025 le denunce di infortunio sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto alle 589.571 del 2024. Le denunce dei soli lavoratori sono state 516.839 (+1,0%), mentre quelle degli studenti hanno raggiunto quota 80.871 (+3,8%). L’estensione della copertura assicurativa agli studenti contribuisce a spiegare l’aumento in questa categoria.
Gli infortuni in occasione di lavoro tra i lavoratori sono cresciuti dello 0,5%, mentre quelli in itinere – nel tragitto casa-lavoro-casa – sono aumentati del 3,2%, sfiorando le 100mila denunce, evidenziando come la componente legata alla circolazione stradale continui a pesare in modo rilevante.
Dal punto di vista settoriale, Industria e servizi e Conto Stato registrano una lieve crescita, mentre l’Agricoltura mostra una flessione. All’interno dei comparti, aumentano le denunce nelle Costruzioni, nel Commercio e nella Sanità, mentre si osservano leggere diminuzioni nel Manifatturiero e nei Trasporti e magazzinaggio.
Infortuni mortali: numeri stabili, cresce l’itinere
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.093, di cui 1.085 lavoratori e 8 studenti. Tra i lavoratori, si registra un lieve calo dei decessi in occasione di lavoro e un aumento di quelli in itinere.
Gli incidenti plurimi, sebbene limitati numericamente (14 eventi con 33 decessi), hanno un forte impatto sociale e simbolico.
Malattie professionali: aumento a doppia cifra
Le denunce di malattie professionali nel 2025 sono state 98.463, contro le 88.499 del 2024, con un incremento dell’11,3%. La maggioranza dei casi si concentra nella gestione Industria e servizi, seguita dall’Agricoltura, mentre il Conto Stato è in lieve calo. Circa tre quarti delle denunce riguardano lavoratori uomini.
Le patologie più frequenti restano quelle dell’apparato osteomuscolare e del tessuto connettivo (oltre il 75% dei casi), seguite da quelle del sistema nervoso e dell’orecchio. Si segnala un aumento dei disturbi psichici e comportamentali, sebbene su numeri assoluti contenuti.
Territorialmente, il Centro e il Sud mostrano una quota significativa delle denunce, con la Toscana in cima alla classifica regionale del 2025.
Il confronto europeo
Secondo i dati più recenti dell’UE (2023), si registrano oltre 2,8 milioni di infortuni non mortali e 3.298 mortali. L’Italia mostra un tasso di incidenza degli infortuni mortali in linea con la media europea e un tasso di infortuni non mortali inferiore alla media UE. Tuttavia, le differenze nei sistemi di rilevazione e tutela richiedono cautela nell’interpretazione dei confronti internazionali.
Una fotografia ancora provvisoria
I dati Inail aggiornati al 31 dicembre 2025, seppur provvisori, delineano una fotografia chiara: crescita contenuta degli infortuni complessivi, incremento degli infortuni in itinere e aumento significativo delle malattie professionali, in particolare quelle muscolo-scheletriche. La sfida rimane quella di rafforzare la prevenzione non solo nei luoghi di lavoro ma anche sui fattori organizzativi, ergonomici e sulla sicurezza degli spostamenti quotidiani.