Pacchetto Omnibus I: l’UE semplifica le norme sulla sostenibilità e la due diligence
Le misure di semplificazione introdotte incidono in modo significativo su due pilastri del quadro regolatorio europeo sulla sostenibilità: la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D).
Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’UE della Direttiva (UE) 2026/470 il 26 febbraio 2026, si è formalmente concluso l’iter normativo del pacchetto Omnibus I, segnando l’avvio della fase di recepimento da parte degli Stati membri, che hanno dodici mesi di tempo per adeguare i rispettivi ordinamenti nazionali.
Principali novità per la CSRD
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Soglie dimensionali aggiornate: obbligo di rendicontazione solo per imprese con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di ricavi netti; le PMI restano escluse, con possibilità di adesione volontaria secondo principi semplificati.
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Protezione delle piccole imprese nella catena del valore: le imprese con meno di 1.000 dipendenti possono rifiutare richieste di informazioni ulteriori rispetto a quanto previsto dai principi volontari, riducendo l’effetto “a cascata”.
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Limited assurance: la revisione dei dati di sostenibilità continuerà a basarsi su un modello di attestazione a livello di sicurezza limitato, con adozione dei principi definitivi da parte della Commissione entro il 1° luglio 2027, eliminando l’obbligo di passare alla reasonable assurance.
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Esenzioni transitorie per le imprese della “prima fase” e alcune partecipazioni finanziarie, riducendo gli oneri iniziali.
Principali novità per la CSDDD
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Ambito di applicazione ristretto: obbligo solo per imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato, cioè quelle in grado di influenzare significativamente la catena del valore.
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Valutazione degli impatti negativi: priorità sugli impatti più probabili e gravi, con focus sui partner commerciali diretti.
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Eliminazione dell’obbligo del piano di transizione climatica e introduzione di un limite massimo di responsabilità pari al 3% del fatturato netto mondiale, con sanzioni a livello nazionale.
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Armonizzazione normativa: maggiore certezza del diritto e riduzione del rischio di frammentazione tra Stati membri.
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Rinvio dei termini di recepimento: la direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 26 luglio 2028, con applicazione obbligatoria entro luglio 2029.
Impatto atteso
La riforma punta a coniugare sostenibilità, competitività e certezza del diritto, generando benefici concreti per le imprese europee:
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riduzione della burocrazia e degli obblighi sproporzionati, soprattutto per le PMI;
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maggiore flessibilità nella raccolta e nella comunicazione delle informazioni ESG;
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riduzione delle ripercussioni a cascata sulle catene di fornitura;
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maggiore chiarezza sul ruolo della revisione e sulle responsabilità aziendali.
Prossime tappe
Il testo legislativo entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli Stati membri avranno un anno per recepire le disposizioni nella legislazione nazionale, con alcuni articoli da adeguare entro il 26 luglio 2028.
Con la Direttiva (UE) 2026/470, l’UE avvia una fase di semplificazione mirata, confermando l’impegno a favore di un mercato più competitivo e sostenibile, dove le imprese possono crescere senza essere appesantite da obblighi sproporzionati.