Nuove norme per salute e sicurezza: cosa cambia con la Legge n. 198/2025

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 29 dicembre 2025, n. 198, che ha convertito il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, introducendo misure urgenti per la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché disposizioni in materia di protezione civile. La legge è entrata in vigore il 31 dicembre 2025.

 

Obiettivi del nuovo quadro normativo

Il decreto-legge mira a rafforzare la prevenzione, la vigilanza e la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di ridurre gli infortuni e migliorare le condizioni lavorative in tutti i settori produttivi.

 

Principali novità

Incentivi alle imprese virtuose
L’INAIL può rivedere le aliquote contributive in funzione dell’andamento infortunistico delle aziende, premiando le imprese con performance positive. Sono esclusi dai benefici coloro che abbiano subito condanne definitive per gravi violazioni in materia di sicurezza nei due anni precedenti.

Rete del Lavoro agricolo di qualità
L’accesso alla rete agricola è subordinato all’assenza di condanne penali o sanzioni rilevanti in materia di sicurezza negli ultimi tre anni. Le aziende iscritte potranno accedere a risorse INAIL destinate a investimenti e formazione.

Badge di cantiere obbligatorio
Viene introdotto l’obbligo per i lavoratori in cantiere di dotarsi di un badge identificativo con codice anticontraffazione, gestito anche tramite strumenti digitali interoperabili con la piattaforma nazionale SIISL.

Potenziamento della vigilanza e delle sanzioni
Sono previsti controlli prioritari su appalto e subappalto, maggiori poteri all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e incremento delle sanzioni mediante il sistema della “patente a crediti” per contrastare il lavoro irregolare.

Rafforzamento degli organici
Tra il 2026 e il 2028 sono previste assunzioni di 300 ispettori INL e 100 unità aggiuntive per il Comando Carabinieri Tutela del Lavoro.

Formazione e prevenzione
Almeno 35 milioni di euro all’anno saranno destinati a iniziative di formazione e diffusione della cultura della sicurezza, con particolare attenzione ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e alle piccole imprese.

 

Altri punti chiave

  • Tracciamento dei “near miss” (mancati infortuni) tramite linee guida per le imprese con più di 15 dipendenti

  • Sorveglianza sanitaria rafforzata, con modifiche al D.Lgs. 81/2008 e strumenti per screening oncologici e promozione della salute

  • Borse di studio per i figli delle vittime di incidenti di lavoro e malattie professionali

  • Incentivi all’occupazione e all’inclusione di persone fragili o disabili, con limiti di quota riservata fino al 60%

 

																				

Iperammortamento 2026: guida completa agli incentivi per beni strumentali e innovazione

Con la Legge di Bilancio 2026 viene reintrodotto l’iperammortamento, lo strumento fiscale pensato per sostenere gli investimenti delle imprese italiane in beni strumentali e innovazione tecnologica. Questo incentivo sostituisce i precedenti piani Transizione 4.0 e 5.0 e si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con l’obiettivo di favorire la modernizzazione dei processi aziendali.

 

Cos’è e come funziona

L’iperammortamento consente di dedurre fiscalmente una quota più elevata del valore di acquisto dei beni strumentali nuovi.

Le maggiorazioni previste sono ripartite:

Fascia di investimento (€) Percentuale iperammortamento Risparmio fiscale
Fino a 2.5 milioni€ +180% 43,2% (IRES 24%)
Tra 2.5 e 10 milioni € +100% 24% (IRES 24%)
Tra 10 e 20 milioni € +50% 12% (IRES 24%)

Questi incrementi determinano l’ammontare aggiuntivo deducibile ai fini fiscali.

 

Novità 2026 – Vincolo “Made in Europe”
I beni agevolabili devono essere prodotti all’interno dell’UE/SEE, requisito che sta generando alcune incertezze applicative. Nei prossimi mesi sono attesi chiarimenti interpretativi e indicazioni sulla documentazione richiesta per certificare la conformità.

 

Beni agevolabili e requisiti

L’iperammortamento si applica a:

  1. Beni materiali 4.0 – macchinari, impianti e attrezzature interconnesse e integrate nei processi produttivi

  2. Beni immateriali 4.0 – software, sistemi e piattaforme digitali funzionali alla trasformazione tecnologica

  3. Beni per autoproduzione di energia rinnovabile – impianti destinati all’autoconsumo, come fotovoltaico e sistemi di accumulo

Per accedere all’agevolazione, l’impresa deve garantire:

  • Beni nuovi

  • Produzione dei beni UE/SEE (salvo eventuali aggiornamenti normativi)

  • Piena interconnessione dei beni 4.0 ai sistemi informativi aziendali

  • Perizia tecnica asseverata 

  • Investimenti effettuati nel periodo 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028

 

Come accedere all’agevolazione

L’accesso all’iperammortamento richiede una gestione puntuale delle comunicazioni al GSE:

  1. Comunicazione iniziale: dati identificativi, tipologia e importi degli investimenti programmati

  2. Comunicazione di conferma: entro 60 giorni dalla risposta del GSE, attestando il pagamento di almeno il 20% del valore dell’investimento

  3. Comunicazione finale: entro il 15 novembre 2028, con perizie, attestazioni e certificazioni a supporto della realizzazione degli investimenti

In caso di più beni, fa fede la data dell’ultimo completamento.

 

Consiglio operativo

Per sfruttare al massimo l’iperammortamento 2026, è fondamentale avere un supporto tecnico solido fin dalle prime fasi. I benefici fiscali più rilevanti si ottengono solo se l’investimento viene progettato con rigore, inserito in un percorso industriale chiaro e documentato in modo coerente fin dall’inizio. La misura premia le imprese che costruiscono processi interni capaci di sostenere verifiche tecniche e amministrative: un approccio preparato oggi significa vantaggi concreti domani.

 

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Aggiornamento normativo – Dicembre 2025

EC 1-2025 UNI EN 13374:2025

Parapetti anticaduta provvisori – Specifica di prodotto – Metodi di prova

 

 

EC 1-2025 UNI CEN/TS 17951:2024

Applicazioni illuminotecniche – Impianti di illuminazione di sicurezza adattiva

 

UNI ISO 37302:2025

Sistemi di gestione per la compliance – Guida per la valutazione dell’efficacia

Adotta 

ISO 37302:2025

 

UNI EN 18037:2025

Linee guida per una valutazione settoriale della cybersicurezza

Recepisce 

EN 18037:2025

 

 

UNI CEI ISO/IEC 42005:2025

Tecnologie informatiche – Intelligenza artificiale (IA) — Valutazione dell’impatto dei sistemi IA

Adotta 

ISO/IEC 42005:2025

 

 

UNI CEI ISO/IEC 42006:2025

Tecnologie informatiche — Intelligenza artificiale — Requisiti per gli organismi che forniscono servizi di audit e certificazione dei sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale

Adotta 

ISO/IEC 42006:2025

 

 

UNI EN 15628:2025

Manutenzione – Qualifica del personale di manutenzione

Recepisce 

EN 15628:2025

 

 

UNI ISO 37303:2025

Sistemi di gestione per la compliance – Guida per la gestione delle competenze

Adotta 

ISO 37303:2025

 


Fonte: UNI- Ente Italiano normazione

 
																				

Bando ISI Inail 2025: contributi a fondo perduto per sicurezza e innovazione

Il Bando ISI Inail 2025 rappresenta uno dei principali strumenti nazionali di finanziamento dedicati alla salute e sicurezza sul lavoro. Con una dotazione complessiva di 600 milioni di euro, il bando sostiene interventi che riducono i rischi professionali, favoriscono l’innovazione tecnologica e promuovono l’adozione di macchinari più sicuri e sostenibili.

Questa guida offre una panoramica completa su obiettivi, assi di finanziamento, contributi, spese ammissibili, requisiti, calendario e procedura telematica, fornendo a imprese e consulenti uno strumento operativo chiaro e aggiornato.

 

Obiettivi del Bando ISI Inail 2025

Il bando persegue due finalità principali:

  • Riduzione degli infortuni e delle malattie professionali, attraverso investimenti che migliorano la sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Sostegno alle micro e piccole imprese agricole, con incentivi per l’acquisto di macchinari innovativi, più sicuri e a basse emissioni

Gli interventi devono produrre un miglioramento reale, misurabile e documentato rispetto alla situazione iniziale.

 

Assi di finanziamento del Bando ISI 2025

Il bando si articola in diversi Assi, ciascuno con finalità e requisiti specifici.

Asse 1 – Progetti di investimento

Interventi per la riduzione dei rischi:

  • meccanici;
  • chimici;
  • biologici;
  • cadute dall’alto;
  • movimentazione manuale dei carichi.

Asse 1.2 – Modelli organizzativi e responsabilità sociale

Finanzia:

  • sistemi di gestione della sicurezza (ISO 45001, SGSL);
  • modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/01.

Asse 2 – Bonifica da materiali contenenti amianto

Include:

  • rimozione MCA;
  • trasporto e smaltimento;
  • rifacimento coperture;
  • confinamenti statici e dinamici.

Asse 3 – Micro e piccole imprese

Per settori come:

  • commercio;
  • ristorazione;
  • servizi.

Asse 4 – Agricoltura

Per micro e piccole imprese agricole, con incentivi per:

  • trattori di nuova generazione;
  • macchine agricole a basse emissioni;
  • attrezzature con elevati standard di sicurezza
 

Contributi previsti dal Bando ISI 2025

Il contributo è a fondo perduto e varia in base all’Asse:

Asse Percentuale contributo Importo massimo
Assi 1, 1.2, 2, 3 65% fino a 130.000 €
Agricoltura 40% (imprese) – 50% (giovani agricoltori) fino a 60.000 €
 
Il contributo minimo ammissibile è 5.000 €, salvo eccezioni per micro imprese agricole.

 

Spese ammissibili

Le spese finanziabili sono relative a:

  • Macchinari e attrezzature con caratteristiche di sicurezza migliorative
  • Interventi strutturali (es. rifacimento coperture per bonifica amianto)
  • Costi di installazione, trasporto, montaggio e collaudo
  • Servizi professionali: perizie, asseverazioni, progettazione

Sono invece escluse le spese per:

  • Beni usati
  • Manutenzione ordinaria
  • Costi non direttamente collegati alla riduzione del rischio
  • Acquisti effettuati prima della data di ammissibilità
 

Soggetti beneficiari

Possono partecipare:

  • tutte le imprese, indipendentemente da settore e dimensione;
  • enti del terzo settore (per specifici Assi);
  • micro e piccole imprese agricole.

I requisiti fondamentali per poter ricevere i finanziamenti sono:

  • DURC regolare;
  • assenza di provvedimenti di sospensione dell’attività;
  • non aver già ottenuto contributi ISI per lo stesso Asse negli anni precedenti.

 

Termine e scadenze

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, secondo un calendario che sarà pubblicato entro il prossimo 27 febbraio sul sito Inail.

 
																				

Infortuni nell’industria del legno: cosa emerge dall’analisi INAIL e come prevenire i rischi

L’industria del legno continua a rappresentare uno dei comparti manifatturieri a più elevata rischiosità infortunistica. A fornire un quadro dettagliato e aggiornato del fenomeno è la Scheda Infor.MO n. 26, pubblicata da INAIL nel 2025, dedicata agli infortuni mortali e gravi nel settore del legno.

 

Il documento Infor.MO: obiettivi e metodologia

La pubblicazione analizza 277 infortuni (103 mortali e 174 gravi) avvenuti nel settore identificato dal codice ATECO C16 – Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, escludendo la fabbricazione di mobili.
I dati derivano dal Sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO, basato sulle inchieste condotte dai Servizi di prevenzione delle ASL e analizzate tramite un modello multifattoriale, che consente di ricostruire dinamiche, cause e fattori di rischio.

Un settore ad alta frequenza e gravità infortunistica

Dall’analisi emerge che:

  • l’industria del legno registra indici di frequenza e gravità superiori alla media del manifatturiero;

  • oltre il 41% degli infortuni avviene in microimprese (1–9 addetti), una quota nettamente più alta rispetto agli altri settori;

  • le lesioni più frequenti sono amputazioni e ferite, spesso legate all’uso di macchine utensili;

  • risultano più coinvolti operai del trattamento del legno, addetti a macchine di produzione in serie e falegnami impiegati anche in attività edili.

     

Modalità di accadimento più ricorrenti

Le principali dinamiche infortunistiche individuate sono:

  • contatto con organi lavoratori in movimento (44,8% dei casi), tipicamente seghe circolari, troncatrici, fresatrici e levigatrici;

  • cadute dall’alto o in profondità, particolarmente rilevanti negli eventi mortali;

  • proiezione di solidi, legata all’assenza o inefficacia dei dispositivi di protezione delle macchine.

 

Fattori causali: non solo macchine

I 482 fattori di rischio analizzati mostrano che:

  • oltre la metà è riconducibile a criticità procedurali e comportamentali, come pratiche abituali scorrette, carenze di formazione e interventi su macchine in funzione;

  • seguono le problematiche legate a utensili, macchine e impianti, in particolare per assenza, inadeguatezza o manomissione delle protezioni;

  • rilevanti anche il mancato utilizzo dei DPI e le carenze degli ambienti di lavoro, soprattutto per lavori in quota.

 

Indicazioni di prevenzione

La scheda Infor.MO propone numerose misure preventive e protettive, tra cui:

  • installazione e mantenimento di protezioni fisse e mobili e dispositivi di interblocco sulle macchine;

  • definizione di procedure operative sicure, in particolare per pulizia e manutenzione;

  • formazione e addestramento specifico per l’uso delle attrezzature;

  • utilizzo corretto di DPI e sistemi anticaduta;

  • adeguata progettazione degli ambienti di lavoro e dei percorsi di movimentazione.

Il documento richiama inoltre l’importanza di prepararsi all’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2023/1230 sulle macchine, applicabile dal gennaio 2027, e di promuovere una cultura della sicurezza partecipata, basata anche sulla segnalazione dei near miss.

 


Fonte: INAIL – Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Infortuni nell’industria del legno: modalità di accadimento, fattori causali e indicazioni di prevenzione, Scheda Infor.MO n. 26, edizione 2025

																				

Aggiornamento normativo – Novembre 2025

UNI CEI EN ISO/IEC 27701:2025

Sicurezza delle informazioni, cybersecurity e protezione della privacy – Sistemi di gestione delle informazioni sulla privacy – Requisiti e linee guida

Recepisce 

EN ISO/IEC 27701:2025

 

 

UNI CEI EN ISO/IEC 27706:2025

Sicurezza delle informazioni, cybersecurity e protezione della privacy – Requisiti per gli organismi che forniscono audit e certificazione dei sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni

Recepisce 

EN ISO/IEC 27706:2025

 

 

UNI CEI EN ISO/IEC 27555:2025

Sicurezza delle informazioni, cybersicurezza e protezione della privacy – Linee guida per la cancellazione delle informazioni di identificazione personale (PII)

Recepisce 

EN ISO/IEC 27555:2025

 

 

UNI 11996:2025

Parapetti anticaduta permanenti – Requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo

 

 

UNI ISO 18436-3:2025

Monitoraggio e diagnostica dello stato delle macchine – Requisiti per l’addestramento e la certificazione del personale – Parte 3: Requisiti per gli organismi di formazione-addestramento e per il processo di formazione-addestramento

Adotta 

ISO 18436-3:2025

																				

Formazione specialistica per sicurezza, conformità e performance industriale: nuovi corsi tecnici e pratici con AQM

Siamo lieti di annunciare l’avvio di un nuovo percorso formativo promosso da AQM, centro d’eccellenza e punto di riferimento tecnico-strategico per le imprese attive nei settori della metallurgia, della meccanica e dei materiali, dedicato ai professionisti che operano nella gestione, progettazione, manutenzione e sicurezza di macchine, linee e impianti.

All’interno di questo programma, partecipiamo in qualità di docenti, portando la nostra esperienza tecnica e applicativa a supporto di un percorso completo, pratico e costantemente aggiornato dal punto di vista normativo.

I corsi sono progettati per supportare aziende e professionisti nell’affrontare le sfide quotidiane legate alla sicurezza, alla conformità legislativa e alla gestione efficace degli asset produttivi.

 

I corsi in programma

CORSO | Nuovo Regolamento Macchine 2023/1230: cosa cambia per chi acquista macchine, linee e impianti?

Una panoramica approfondita sui cambiamenti introdotti dal nuovo Regolamento UE, che dal 2027 sostituirà definitivamente la Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Contenuti principali

  • Timeline di applicazione del Regolamento

  • Differenze chiave rispetto alla Direttiva Macchine

  • Nuovi ruoli e obblighi per chi acquista macchine e impianti

  • Impatti su gestione del rischio e documentazione

  • Come prepararsi alla transizione normativa

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CORSO | Obblighi di manutenzione e verifiche di macchine e attrezzature

Un percorso completo sugli obblighi introdotti dal D.Lgs. 81/08, art. 71, dedicato alla manutenzione e alle verifiche periodiche di macchine e attrezzature, con approfondimenti sull’uso dei controlli non distruttivi (CND).

Contenuti principali

  • Quadro normativo e obblighi del datore di lavoro

  • Tipologie e tempistiche delle verifiche obbligatorie

  • Ruolo e applicazioni dei controlli non distruttivi

  • Buone pratiche per garantire sicurezza e prevenire sanzioni

 

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CORSO | Oltre la classificazione e la valutazione del rischio: prevenire esplosioni in ambienti ATEX

Le atmosfere esplosive rappresentano un rischio significativo in numerosi contesti industriali. Il corso fornisce una formazione completa sulle misure di prevenzione, sulle valutazioni di rischio e sull’applicazione operativa delle normative ATEX, con focus su apparecchiature, assiemi e gestione degli inneschi.

Contenuti principali

  • Categorie di protezione delle apparecchiature (Direttiva ATEX 2014/34/UE)

  • Valutazione dei rischi di innesco per apparecchi non elettrici (EN 1127-1, EN ISO 80079-36/-37)

  • Assiemi in atmosfera esplosiva (IEC TS 60079-46)

  • Rischi da elettricità statica (CLC/TR 60079-32-1)

 

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CORSO | Mezzi di accesso ai macchinari: responsabilità, requisiti e soluzioni pratiche

Un corso che chiarisce ruoli e obblighi di costruttori e utilizzatori quando scale, parapetti e piattaforme non sono integrati nel macchinario. Focus sui macchinari antecedenti alla Direttiva Macchine e sui requisiti dell’Allegato V del D.Lgs. 81/08.

Contenuti principali

  • Obblighi normativi di costruttore e utilizzatore

  • Requisiti tecnici per macchine prive di mezzi di accesso

  • Applicazione dell’Allegato V D.Lgs. 81/08

  • Realizzazione interna di scale e piattaforme: vincoli e certificazioni

  • Norme tecniche e criteri di progettazione sicura

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CORSO | Equipaggiamento elettrico delle macchine: responsabilità e conformità

Un corso indispensabile per datore di lavoro, RSPP e figure tecniche coinvolte nelle verifiche di conformità delle nuove macchine e negli adeguamenti elettrici di macchine esistenti.

Contenuti principali

  • Quadro normativo e responsabilità dei soggetti coinvolti

  • Requisiti di conformità elettrica e verifica documentale

  • Adeguamenti elettrici: criteri tecnici e pianificazione

  • Ruoli aziendali e collaborazione efficace

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CORSO | Technical & Safety Compliance nell’acquisto e messa in servizio di macchine, linee e impianti

Un percorso operativo sulla corretta gestione dell’intero processo di acquisto e messa in servizio di macchine e impianti.

A chi si rivolge: responsabili tecnici, acquisti, produzione, manutenzione, RSPP, project manager.

Contenuti principali

  • Requisiti normativi per le forniture

  • Preparazione delle specifiche tecniche e clausole di sicurezza

  • Qualificazione del fornitore

  • Test, verifiche, gestione non conformità

  • Collaudo e messa in servizio

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CORSO | Direttiva PED e l’esercizio delle attrezzature in pressione

Un corso pratico sulla gestione completa degli impianti in pressione in conformità al DM 329/2004 e alla Direttiva PED 2014/68/UE.

Contenuti principali

  • Quadro normativo e responsabilità

  • Documentazione tecnico-contrattuale

  • Messa in servizio e classificazione PED

  • Gestione delle modifiche e dei fluidi criogenici

  • Obblighi di verifica tramite piattaforma CIVA-INAIL

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CORSO | Revamping, modifiche e messa a norma di macchine e impianti

Un percorso dedicato a chi gestisce interventi complessi su impianti esistenti, con focus sulla corretta applicazione delle norme e sulla gestione dei fornitori.

Contenuti principali

  • Differenza tra manutenzione, modifica e modifica sostanziale

  • Applicazione dell’Allegato V e del Regolamento/Direttiva Macchine

  • Valutazione preliminare dei rischi

  • Gestione delle attività di cantiere

  • Documentazione, collaudo e messa in servizio

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Perché partecipare?

  • Aggiornamento costante sulle normative più recenti

  • Approccio pratico e orientato alle esigenze operative

  • Docenti qualificati e riconosciuti nel settore

  • Percorsi pensati per migliorare sicurezza, conformità e affidabilità degli impianti

 


Iscrizioni e informazioni

Le iscrizioni sono già aperte.
Per informazioni su calendario, sedi, modalità di partecipazione e iscrizione, tutte le indicazioni sono disponibili sul sito AQM nella sezione Corsi.

																				

Imbracare in sicurezza: le 10 regole Suva che ogni operatore deve conoscere

Questo articolo tecnico è basato sul vademecum Dieci regole vitali per l’imbracatura di carichi (codice 88801.I) pubblicato dalla Suva,  disponibile sul sito ufficiale suva.ch. Il documento fornisce linee guida fondamentali per garantire la sicurezza durante le operazioni di sollevamento tramite gru o altri sistemi di movimentazione. L’imbracatura, spesso considerata erroneamente un’operazione semplice, richiede competenze specialistiche, formazione specifica e procedure rigorose.
Errate valutazioni durante questa fase possono portare a incidenti gravi, danni materiali o lesioni ai lavoratori coinvolti.

Il documento della Suva nasce come strumento operativo per formare il personale, standardizzare le procedure e ridurre in modo significativo i rischi associati al sollevamento dei carichi.

 

Le dieci regole vitali: analisi tecnica

1. Determinare il peso e il baricentro

Prima di ogni sollevamento è obbligatorio conoscere con precisione peso e baricentro del carico. Solo così si possono scegliere accessori adeguati e prevenire oscillazioni, instabilità o ribaltamenti.

 

2. Utilizzare accessori di imbracatura adeguati

Brache, catene, fasce e altri componenti devono essere selezionati in base alla portata e alla tipologia di carico. L’adeguatezza dell’accessorio è il primo elemento di sicurezza.

 

3. Utilizzare accessori di imbracatura sicuri

Oltre a essere idonei, gli accessori devono essere in perfette condizioni. Usura, corrosione, lacerazioni e deformazioni devono essere individuate con controlli sistematici prima di ogni utilizzo.

 

4. Utilizzare accessori di sollevamento adeguati

Il sistema di sollevamento (gancio, gru, organi di presa) deve essere compatibile con il carico e certificato per la portata richiesta. La scelta errata può provocare cedimenti strutturali.

 

5. Utilizzare punti di aggancio idonei

Il carico va agganciato esclusivamente a punti di sollevamento progettati o comunque idonei allo scopo. Punti improvvisati o insicuri possono causare danni strutturali e perdita del carico.

 

6. Imbracare correttamente il carico

L’operatore deve predisporre l’imbracatura distribuendo le forze in modo uniforme ed evitando torsioni, strozzature e angoli critici. Una corretta geometria delle brache è essenziale.

 

7. Proteggere gli accessori dal danneggiamento

Gli accessori non devono entrare in contatto con spigoli vivi, superfici abrasive o zone che possano comprometterne l’integrità. Quando necessario, vanno utilizzate protezioni e angolari.

 

8. Non correre rischi durante il trasporto

Durante la movimentazione il personale non deve sostare sotto il carico e deve mantenere le distanze di sicurezza. L’area deve essere segnalata e protetta da accessi non autorizzati.

 

9. Comunicare in modo chiaro

La comunicazione tra gruista e operatori a terra deve essere chiara e univoca. Devono essere utilizzati segnali gestuali standardizzati o comunicazioni radio sicure e prive di ambiguità.

 

10. Utilizzare sempre i DPI

Casco, guanti, calzature antinfortunistiche e abbigliamento ad alta visibilità sono obbligatori. A seconda del contesto possono essere necessari anche imbracature anticaduta o protezioni aggiuntive.

 

Il ruolo del vademecum nel sistema aziendale di sicurezza

Il documento Suva 88801.I non è un manuale isolato, ma un riferimento integrato nel sistema complessivo di gestione della sicurezza. Si affianca a programmi di formazione, check-list operative, procedure di manutenzione e misure per la prevenzione degli incidenti.
La sua efficacia dipende dall’applicazione sistematica e dalla cultura della sicurezza sviluppata in azienda.

 

Criticità e punti chiave per l’implementazione

Per applicare correttamente le regole del vademecum, l’azienda deve:

  • garantire formazione continua agli operatori,

  • attivare controlli regolari su accessori e attrezzature,

  • definire procedure interne chiare e documentate,

  • promuovere una comunicazione efficace tra tutti gli attori coinvolti,

  • assicurarsi che ogni carico sia analizzato e gestito caso per caso.

 

Conclusione

Il vademecum Suva 88801.I rappresenta uno standard pratico e tecnico fondamentale per chi opera nel sollevamento dei carichi. Seguire le dieci regole vitali non solo riduce i rischi di incidente, ma aumenta la qualità e l’affidabilità delle operazioni.
Applicato correttamente, diventa uno strumento di prevenzione indispensabile per ogni azienda che utilizza gru o sistemi di sollevamento.

																				

Contec Industry tra le Best Performer 2025 delle 1000 imprese di Verona e provincia

Contec Industry è stata inserita tra i Best Performer 2025 del territorio veronese, secondo l’analisi condotta dal gruppo editoriale ItalyPost, che ogni anno esamina i bilanci delle imprese italiane per valutarne solidità, crescita e performance economico-finanziarie.

 

 

L’iniziativa, riconosciuta come una delle più autorevoli nel panorama nazionale, mira a fotografare lo stato di salute del sistema produttivo, evidenziando le aziende che si distinguono per continuità, affidabilità e capacità di innovare.

Per Contec Industry si tratta di un risultato significativo, che conferma il percorso di sviluppo intrapreso negli ultimi anni e la solidità di una struttura orientata alla qualità e alla sostenibilità. L’azienda sottolinea inoltre l’orgoglio di figurare accanto a numerosi clienti con cui collabora quotidianamente, considerandolo un segnale importante della forza delle sinergie costruite sul territorio.

Il riconoscimento rappresenta un ulteriore stimolo per proseguire il lavoro avviato e affrontare le nuove sfide del mercato con determinazione e visione di lungo periodo.

 

																				

Legge 132/2025: implicazioni per la sicurezza degli impianti produttivi nell’era dell’IA

La Legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025, è il primo quadro normativo organico italiano sull’Intelligenza Artificiale. Approvata dal Parlamento e entrata in vigore il 10 ottobre 2025, integra il Regolamento UE 2024/1689 (“AI Act”) con disposizioni nazionali per un uso responsabile, trasparente e sicuro dell’IA.

La Legge 132/2025 rappresenta un passaggio cruciale nella regolazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) in Italia, definendo principi e requisiti che incidono direttamente sulla gestione e sulla sicurezza degli impianti produttivi.

In un contesto industriale sempre più automatizzato, dove sensoristica avanzata, machine learning e sistemi di controllo intelligenti guidano processi complessi, la normativa introduce obblighi specifici relativi a trasparenza, supervisione umana, tracciabilità e responsabilità nell’impiego dell’IA.

Il risultato è un nuovo quadro operativo che richiede di ripensare l’interazione tra tecnologia, sicurezza fisica e governance aziendale.

 

Principi generali e loro impatto sugli impianti industriali

La Legge 132/2025 si fonda su un’idea chiave: l’IA deve rimanere uno strumento a supporto dell’essere umano, soprattutto nei contesti in cui una decisione automatizzata può avere effetti sulla sicurezza fisica delle persone o sulla continuità operativa di un impianto.

I principi fondamentali della legge – trasparenza, responsabilità, sicurezza, protezione dei dati, non discriminazione, supervisione umana – assumono un valore particolarmente rilevante nei sistemi produttivi dove:

  • algoritmi controllano parametri critici dei macchinari,

  • sistemi predittivi identificano guasti,

  • piattaforme di automazione regolano flussi di energia, materia o temperatura,

  • modelli decisionali gestiscono arresti di emergenza o deviazioni operative.

 

Sistemi IA negli impianti produttivi: cosa disciplina la legge

1. Supervisione umana obbligatoria nei processi critici

La normativa stabilisce che ogni processo algoritmico che incide sulla sicurezza industriale deve prevedere un responsabile umano identificabile, con possibilità di intervento e override.

Questo riguarda, ad esempio:

  • decisioni automatizzate di fermata macchina,

  • variazioni dei parametri di produzione,

  • gestione di scenari di rischio come sovratemperature, vibrazioni anomale, pressioni non conformi.

 

2. Trasparenza delle logiche decisionali

I sistemi IA utilizzati in impianti produttivi devono essere documentati, spiegabili e auditabili.

Diventa quindi necessario:

  • definire la logica dei modelli adottati,

  • documentare fonti dati e criteri di addestramento,

  • garantire tracciabilità delle decisioni algoritmiche,

  • mantenere versioning e storico degli aggiornamenti.

 

3. Gestione del rischio algoritmico

La legge introduce un approccio che impone valutazioni sul “rischio algoritmico”, ponendo particolare attenzione alle ricadute su sicurezza e salute.

Nei contesti industriali ciò implica:

  • validazione preventiva dei modelli IA prima della messa in produzione,

  • testing periodico e audit sui sistemi,

  • gestione dei bias che possono alterare letture sensoristiche o logiche decisionali.

 

4. Integrazione tra sicurezza tradizionale e sicurezza digitale

La normativa accelera la convergenza tra sicurezza industriale (impianti, macchine, processi) e cybersecurity OT/ICS, riconoscendo il rischio crescente di:

  • manipolazione dei dati di sensori,

  • sabotaggio algoritmico,

  • infiltrazioni nei sistemi di controllo remoto

I sistemi IA impiegati nella gestione degli impianti dovranno quindi rispettare standard elevati di sicurezza informatica.

 

Impatti operativi sugli impianti produttivi

Audit dei sistemi IA presenti nell’impianto

La legge rende indispensabile una mappatura accurata di tutti i sistemi intelligenti presenti in fabbrica, inclusi:

  • piattaforme di manutenzione predittiva,

  • modelli che ottimizzano flussi, consumi energetici, carichi,

  • IA integrata nelle linee di produzione o nei robot industriali,

  • sistemi di visione artificiale per qualità e sicurezza.

 

Obblighi di documentazione tecnica

Vanno predisposti:

  • dossier tecnici dei modelli,

  • log delle attività algoritmiche,

  • report sulle attività di test e verifica,

  • protocolli di intervento umano.

Questa documentazione avrà un ruolo centrale anche in caso di incidenti o contenziosi.

 

Revisione delle procedure di sicurezza

La presenza dell’IA impone l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e dei processi di sicurezza macchina, in quanto i comportamenti del sistema non dipendono più solo dalla meccanica ma anche dal modello algoritmico.

 

Rapporti con fornitori e integratori tecnologici

I contratti con chi fornisce o integra l’IA nei macchinari devono essere adeguati includendo:

  • responsabilità condivise,

  • requisiti di trasparenza e audit,

  • obblighi su qualità dei dati, training dei modelli e aggiornamenti,

  • impegni sulla sicurezza informatica.

 

Opportunità per la sicurezza degli impianti

Pur introducendo maggiori obblighi, la legge offre anche vantaggi significativi per la sicurezza industriale:

  • maggiore precisione nella rilevazione di anomalie,

  • riduzione dei fermi imprevisti grazie alla manutenzione predittiva coerentemente tracciata,

  • diminuzione del rischio di incidenti dovuti a errori umani,

  • maggiore resilienza operativa,

  • integrazione più solida tra OT e IT.

 

Criticità e nodi ancora da sciogliere

Restano da definire attraverso decreti attuativi:

  • criteri tecnici per validazione e testing dei modelli IA,

  • standard minimi per audit algoritmici,

  • requisiti specifici per robotica industriale e sistemi di controllo,

  • responsabilità in caso di malfunzionamento IA in impianto,

  • metodi di certificazione per fornitori e integratori.

 

Raccomandazioni per la conformità

Per allinearsi alla normativa, è utile adottare un percorso strutturato:

  1. Mappatura completa dei sistemi IA negli impianti.

  2. Creazione di una governance interna dedicata all’IA.

  3. Aggiornamento del DVR e delle procedure di sicurezza.

  4. Audit periodici dei modelli IA.

  5. Formazione del personale sulla supervisione algoritmica.

  6. Revisione dei contratti tecnologici.

  7. Monitoraggio dei decreti attuativi.

 

Conclusione

La Legge 132/2025 introduce un nuovo paradigma nella sicurezza degli impianti produttivi: un equilibrio tra tecnologia avanzata, responsabilità umana e governance rigorosa.
L’adozione consapevole dell’IA non solo aumenta l’efficienza, ma contribuisce a prevenire incidenti, migliorare l’affidabilità delle macchine e rafforzare la resilienza delle infrastrutture industriali.