Dal 07 al 09 ottobre ti aspettiamo in fiera ESTAD a Verona
Dal 7 al 9 ottobre 2025 saremo presenti a Verona per la settima edizione di ESTAD – European Steel Technology and Application Days, uno degli appuntamenti più prestigiosi a livello internazionale dedicati al settore metallurgico e siderurgico.
L’evento, promosso da AIM – Associazione Italiana di Metallurgia in collaborazione con Siderweb, riunirà professionisti, aziende, fornitori di impianti, università e centri di ricerca per condividere soluzioni tecnologiche, sostenibili e digitali in grado di guidare il futuro della produzione di acciaio.
I temi principali di ESTAD 2025
Durante le quattro giornate si parlerà di:
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innovazioni nei processi siderurgici e metallurgici, dalla ghisa alla laminazione;
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utilizzo dell’idrogeno, riduzione della CO₂ ed energie rinnovabili;
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manifattura additiva e nuovi materiali;
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digitalizzazione, automazione e smart manufacturing.
A chi è rivolto ESTAD
Il congresso è un punto di riferimento per:
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aziende siderurgiche e metallurgiche;
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costruttori e fornitori di impianti;
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università e centri di ricerca;
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professionisti di energia, digitalizzazione e materiali innovativi.
Il nostro contributo all’evento
Saremo presenti allo stand 30, dove presenteremo le nostre soluzioni di sicurezza per macchinari, linee e impianti industriali, con proposte mirate per il comparto metallurgico e siderurgico. L’obiettivo è dimostrare come la sicurezza avanzata non solo protegga operatori e impianti, ma rappresenti un elemento strategico per migliorare efficienza e continuità produttiva.
Inoltre, mercoledì 8 ottobre 2025 alle ore 11:10 terremo lo speech dal titolo: “REUSE OF RECOVERY THERMAL ENERGY FOR WATER TREATMENT IN STEEL INDUSTRY”
Un intervento dedicato a come il riutilizzo dell’energia termica di recupero possa contribuire alla sostenibilità e all’ottimizzazione dei processi nell’industria dell’acciaio.
Il nostro intervento al ciclo di seminari Metallurgia Sicura promosso da AIM
Il prossimo 2 ottobre 2025 saremo a Pozzuolo del Friuli (UD) per partecipare come relatori al ciclo di seminari “Metallurgia Sicura”, un’iniziativa organizzata dall’Associazione Italiana di Metallurgia – AIM con il supporto di Acciaierie Bertoli Safau SpA, Feralpi Group e Gruppo Beltrame.
“Metallurgia Sicura” è un percorso formativo articolato in tre appuntamenti e pensato specificamente per il mondo siderurgico e metallurgico. L’obiettivo è quello di affrontare il tema della salute e della sicurezza sul lavoro con un approccio concreto e applicativo: non solo attraverso l’analisi di aspetti tecnici e normativi, ma anche con visite agli impianti produttivi e momenti di confronto diretto con i professionisti che ogni giorno gestiscono macchinari complessi e processi delicati. Una formula che permette di mettere in relazione teoria e pratica, valorizzando casi reali e buone prassi.
Il ciclo ha inoltre un valore riconosciuto in termini di aggiornamento professionale, essendo valido come credito quinquennale per RSPP/ASPP, RLS, Datori di Lavoro, Dirigenti e Delegati per la Sicurezza.
Nel corso della giornata porteremo il nostro contributo con l’intervento dal titolo: “Safety Concept, Safety Matrix e Safety Layout: pilastri della sicurezza degli impianti siderurgici e metallurgici”. Sarà un’occasione per approfondire come questi strumenti possano diventare leve strategiche per le aziende del settore: non solo garantendo la conformità normativa, ma anche traducendo i requisiti di sicurezza in soluzioni progettuali e organizzative concrete, capaci di rendere impianti e macchinari più sicuri e di supportare una gestione dei rischi fondata sul principio della massima sicurezza tecnologicamente possibile.
Partecipare a “Metallurgia Sicura” significa entrare in un contesto di scambio e crescita condivisa, dove la formazione si intreccia con l’esperienza sul campo e con il confronto tra aziende, tecnici e operatori.
Le frasi H: fondamenti per la sicurezza nella gestione dei prodotti chimici
Le frasi H, o “hazard statements”, sono dichiarazioni standardizzate a livello internazionale che descrivono i pericoli specifici associati ai prodotti chimici, come spiegato dalla Suva sul proprio portale informativo. Queste informazioni sono essenziali per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e per adottare le misure di protezione appropriate.

Simboli con le indicazioni di rischi e pericoli (ultimo aggiornamento)
Cosa sono le frasi H?
Ogni frase H è composta dalla lettera “H” seguita da un codice numerico a tre cifre, che identifica un pericolo specifico. La Suva sottolinea, ad esempio, che H314 indica “provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari”.
Le frasi H sono suddivise in diverse categorie:
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Pericoli fisici (H2xx): riguardano i rischi legati alla proprietà fisica dei prodotti, come l’infiammabilità o l’esplosività
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Pericoli per la salute (H3xx): descrivono i rischi per la salute umana, come tossicità, corrosività o sensibilizzazione
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Pericoli ambientali (H4xx): indicano i rischi per l’ambiente, come tossicità per organismi acquatici
Dove si trovano le frasi H?
Le frasi H devono essere riportate:
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Sulle etichette dei prodotti chimici, accanto ai pittogrammi di pericolo, come il simbolo GHS08 per sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione.
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Nelle schede di dati di sicurezza (SDS), dove vengono fornite informazioni dettagliate sui pericoli e sulle misure di protezione da adottare.
Esempio etichetta per prodotto contenente Acetone (immagine: SUVA)
Perché sono importanti?
Le frasi H permettono di identificare rapidamente i pericoli specifici, adottare misure di protezione adeguate come l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) o misure tecniche, e supportano la formazione dei lavoratori sui rischi chimici e sulle procedure di sicurezza.
Esempi di frasi H
Alcuni esempi includono:
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H200: esplosivo instabile
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H301: tossico se ingerito
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H314: provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari
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H361: sospettato di nuocere alla fertilità o al feto
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H400: molto tossico per gli organismi acquatici
Le frasi H rappresentano strumenti fondamentali per la gestione sicura dei prodotti chimici. La corretta interpretazione e applicazione di queste frasi, come indicato dalla Suva, contribuisce a prevenire incidenti, proteggere la salute dei lavoratori e tutelare l’ambiente. È quindi essenziale che le aziende forniscano formazione adeguata e mantengano aggiornate le informazioni sulle sostanze chimiche utilizzate.
Infortuni sul lavoro: come integrare fonti e modelli per una prevenzione più efficace
La sicurezza sul lavoro non è solo una questione di dispositivi di protezione o di rispetto delle norme: è un sistema complesso che coinvolge organizzazione, formazione, vigilanza e cultura aziendale. Secondo il documento INAIL Integrazione di fonti e modelli nell’analisi degli infortuni sul lavoro, INAIL, un approccio integrato che combina diverse fonti e modelli analitici permette di identificare le criticità organizzative e gestionali più efficacemente.
Un approccio integrato: Infor.MO, Pre.Vi.S e giurisprudenza
Il cuore dello studio è l’integrazione di tre fonti principali:
- Infor.MO: sistema nazionale di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, che ricostruisce le dinamiche degli eventi attraverso un modello ad albero delle cause.
- Pre.Vi.S: archivio dei verbali di prescrizione delle Asl, che evidenzia le violazioni e le soluzioni prescritte in ambito tecnico, procedurale e gestionale.
- Sentenze della Corte di Cassazione: fonte giuridica autorevole che consente di consolidare le responsabilità e le interpretazioni normative.
Questa triangolazione consente di passare da una lettura tecnica dell’infortunio a una lettura gestionale e organizzativa, più utile per la prevenzione.
Fattori di rischio: prossimi e remoti
Lo studio distingue tra:
- Fattori prossimi: legati direttamente all’evento (es. errore operativo, macchina non protetta, ambiente insicuro).
- Fattori remoti: legati all’organizzazione (es. mancata valutazione del rischio, formazione inadeguata, assenza di vigilanza).
Questa distinzione è fondamentale per individuare le vere cause sistemiche degli infortuni e non fermarsi alla superficie.
I numeri parlano chiaro
L’analisi di 300 sentenze ha evidenziato:
- 4,2 cause per infortunio in media
- Settori più colpiti: edilizia (28,7%), manifatturiero (25,7%), agricoltura (18,7%)
- Incidenti più frequenti: cadute dall’alto (31%), contatti con macchinari o veicoli
- Fattori gestionali critici: vigilanza assente (23,9%), valutazione del rischio carente (22,9%), formazione insufficiente (17,1%)
Le criticità nei Modelli Organizzativi (MOG)
Tra i processi aziendali più fragili spiccano:
- Gestione dei rischi (27,3%)
- Procedure di lavoro (16,9%)
- Formazione e informazione (14,1%)
- Ruoli di prevenzione (13,8%)
Questi dati suggeriscono che la prevenzione non può essere delegata solo alla tecnica, ma deve essere integrata nella governance aziendale.
Aggiornamento normativo – Agosto 2025
Manutenzione e aspirazione materiali a basso impatto ambientale in spazi confinati e a rischio esplosione – Tecnologie robotiche no-man entry
Macchine per materie plastiche e gomma – Mescolatori a cilindri – Requisiti di sicurezza
Apparecchi di sollevamento – Sicurezza – Attrezzature amovibili di presa del carico
Recepisce
Fonte: UNI- Ente Italiano normazione
Infortuni gravi e mortali: cosa ci dice il rapporto Inail-Regioni 2025
È stato pubblicato il nuovo Rapporto Inail-Regioni sulle cause degli infortuni mortali e gravi, frutto della collaborazione tra Inail, Regioni e Dipartimenti di prevenzione delle Asl, nell’ambito del sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO. Il documento, aggiornato al 2025, rappresenta un punto di riferimento per la programmazione di interventi di prevenzione e promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Una banca dati di oltre 11.000 casi
Dal 2002, il sistema Infor.MO ha raccolto e analizzato oltre 11.000 infortuni, di cui quasi 7.000 con esito mortale, attraverso un modello multifattoriale che consente di identificare i fattori determinanti e modulatori degli eventi. Il rapporto si articola in tre sezioni:
- Struttura e strategie del sistema Infor.MO
- Analisi nazionale delle modalità di accadimento e dei fattori causali
- Approfondimenti regionali tematici
Settori più colpiti e dinamiche prevalenti
Nel decennio 2013–2022, i settori con maggiore incidenza di infortuni mortali sono:
- Agricoltura (29,9%)
- Costruzioni (26,4%)
- Manifatturiero (17,2%)
- Trasporti e magazzinaggio (7,5%)
Le principali modalità di accadimento sono:
- Cadute dall’alto o in profondità (30,8%)
- Ribaltamento o variazione nella marcia di veicoli (19%)
- Caduta di gravi (12,7%)
Fattori di rischio: il ruolo delle procedure e delle attrezzature
L’analisi dei 4.451 fattori di rischio associati agli infortuni mortali evidenzia:
- Attività dell’infortunato (47,1%)
- Utensili, macchine, impianti (19,2%)
- Ambiente di lavoro (13,9%)
- Dispositivi di protezione individuale (DPI) (7,7%)
Tra i problemi più frequenti:
- Mancanza di protezioni sulle attrezzature
- Assenza di barriere e parapetti
- Uso errato o mancato uso dei DPI
Approfondimenti regionali: focus su edilizia, agricoltura e logistica
Le Regioni hanno contribuito con studi specifici:
- Emilia-Romagna: analisi dei determinanti degli infortuni mortali
- Lazio: cadute per sfondamento di coperture
- Lombardia: sicurezza negli eventi temporanei e spettacoli
- Marche: uso improprio delle scale portatili
- Piemonte: efficacia della vigilanza e analisi delle cadute dall’alto
- Puglia: pianificazione preventiva basata sui dati Informo
- Toscana: studio sugli infortuni multipli e tendenze regionali
- Trento: caso studio su deflagrazione in contesto ATEX
- Umbria: analisi ventennale degli infortuni mortali
- Veneto: Piano Mirato di Prevenzione nel comparto logistica
Conclusioni
Il rapporto evidenzia come gli infortuni mortali siano spesso legati a carenze organizzative, errori procedurali, attrezzature non idonee e mancata formazione. L’approccio multifattoriale e l’integrazione tra sorveglianza, analisi e interventi mirati rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il rischio e promuovere una cultura della sicurezza.
Formazione dei lavoratori e ruolo del preposto: le linee del Piano Mirato di Prevenzione di ATS Insubria
Nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025, il “Piano Predefinito 6” promuove l’attuazione di Piani Mirati di Prevenzione (PMP) su base locale. In questa cornice, ATS Insubria ha elaborato un PMP dedicato alla formazione dei lavoratori, con un’attenzione particolare rivolta alla figura del preposto, per promuovere progetti formativi più consapevoli e personalizzati secondo la realtà aziendale.
La proposta si innesta sul nuovo Accordo Stato-Regioni n. 59 del 17 aprile 2025, che ridefinisce modalità e contenuti formativi obbligatori. In particolare, la normativa D.Lgs. 81/08 (art. 7-ter), aggiornata con L. 215/21 e D.L. 146/21, prescrive che la formazione del preposto sia necessariamente svolta in presenza e debba essere aggiornata almeno ogni due anni o quando mutino i rischi lavorativi.
Questa scelta nasce anche da una constatazione operativa: i mancati adempimenti in materia di formazione rappresentano una delle principali cause di sanzioni da parte degli organi di vigilanza sulla sicurezza sul lavoro.
Fasi operative del Piano
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È selezionato un campione di imprese, soprattutto nei settori tessile e trasporti, rappresentativi del territorio di ATS Insubria, che partecipa a un seminario introduttivo. Qui viene distribuita una scheda di autovalutazione, attraverso cui i datori di lavoro rispondono su modalità formative effettuate e qualità delle stesse.
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Le aziende compilano online la scheda entro 30 giorni dall’invito; ATS pianifica quindi l’attività di vigilanza sulle imprese che non completano la restituzione della scheda.
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I risultati vengono analizzati e presentati in un seminario conclusivo: l’obiettivo è fornire alle aziende indicazioni concrete e strumenti utili per migliorare i processi formativi interni.
Accertamento tecnico per la sicurezza delle macchine utensili: guida operativa INAIL
Il documento L’accertamento tecnico per la sicurezza delle macchine utensili, pubblicato da INAIL nel luglio 2025, rappresenta un contributo fondamentale per la sorveglianza del mercato e la valutazione della conformità delle macchine utensili ai requisiti essenziali di sicurezza. La guida fa parte della collana “Guide Marcatura CE INAIL” e fornisce strumenti operativi per la verifica tecnica delle macchine, con particolare attenzione alle non conformità riscontrate sul mercato.
Struttura e contenuti principali
Il documento si articola in diverse sezioni chiave:
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Introduzione: contesto normativo e importanza della sicurezza delle macchine utensili
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Il flusso della sorveglianza del mercato: processo di monitoraggio e controllo delle macchine immesse sul mercato
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Le norme armonizzate: analisi delle normative tecniche di riferimento per la progettazione e costruzione delle macchine utensili
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Schede tecniche: esempi concreti di non conformità riscontrate, con analisi e soluzioni proposte
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Appendice: documentazione di supporto e riferimenti normativi
Le schede tecniche, redatte sulla base di segnalazioni di presunta non conformità pervenute all’INAIL, forniscono analisi dettagliate di ciascun caso e delle azioni correttive suggerite.
Metodologia e approccio tecnico
L’approccio adottato nel documento prevede:
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Analisi documentale: verifica della documentazione tecnica fornita dal fabbricante e confronto con le normative applicabili
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Ispezione visiva e funzionale: controllo delle caratteristiche costruttive e del funzionamento delle macchine
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Valutazione dei rischi: identificazione dei pericoli e valutazione della gravità e probabilità dei rischi
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Proposta di azioni correttive: suggerimenti di interventi per ridurre o eliminare i rischi individuati
Questo metodo garantisce una valutazione completa della sicurezza delle macchine utensili, supportando fabbricanti e utilizzatori nella conformità alle normative di sicurezza.
Importanza per la sicurezza sul lavoro
La sicurezza delle macchine utensili è cruciale per prevenire infortuni e malattie professionali. Il documento INAIL offre strumenti concreti per identificare e correggere le non conformità, migliorando le condizioni di lavoro e riducendo i rischi associati all’uso di queste attrezzature. Inoltre, promuove una cultura della sicurezza, sensibilizzando tutti gli attori coinvolti sull’importanza del rispetto delle normative.
UNI EN 17975:2025 e LOTO: un nuovo standard per la sicurezza nella manutenzione
La pubblicazione della norma UNI EN 17975:2025 rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento della sicurezza nelle operazioni di manutenzione industriale. Questa norma europea, elaborata dal comitato tecnico CEN/TC 319, fornisce una guida metodologica per il controllo dei rischi legati a energie e fluidi durante le attività di manutenzione, con un forte riferimento alle pratiche di Lockout/Tagout (LOTO).
Obiettivo della norma
La UNI EN 17975:2025 nasce per affrontare un problema critico: oltre il 50% degli incidenti durante la manutenzione è causato da una gestione inadeguata delle energie e dei fluidi (elettricità, idraulica, pneumatica, vapore, sostanze chimiche, ecc.).
La norma si propone di:
- Ridurre i rischi diretti e indiretti legati all’interazione con energie e fluidi
- Fornire raccomandazioni applicabili prima, durante e dopo le operazioni di manutenzione
- Definire ruoli e responsabilità nel processo di isolamento e messa in sicurezza
Correlazione con le procedure LOTO
La norma integra e amplia i concetti fondamentali delle procedure LOTO:
- Lockout: isolamento fisico delle fonti di energia
- Tagout: etichettatura visibile per segnalare l’intervento in corso
- Tryout (LoToTo): verifica dell’effettiva assenza di energia residua
La EN 17975:2025 non si limita a prescrivere l’uso di LOTO, ma ne contestualizza l’applicazione in un sistema più ampio di gestione del rischio, includendo:
- Analisi sistematica dei rischi
- Identificazione delle fonti energetiche
- Scelta delle procedure di sicurezza
- Formazione e qualificazione del personale
- Integrazione con i processi aziendali e coinvolgimento della direzione
Applicazioni e benefici
La UNI EN 17975:2025 si applica a:
- Manutenzione ordinaria e straordinaria
- Interventi su impianti in esercizio
- Attività di modifica, ispezione, miglioramento
I benefici attesi includono:
- Riduzione degli incidenti gravi e mortali
- Miglioramento della cultura della sicurezza
- Maggiore efficienza operativa grazie alla pianificazione sicura
Conclusioni
La UNI EN 17975:2025 rappresenta un’evoluzione delle pratiche di sicurezza nella manutenzione, integrando le procedure LOTO in un quadro normativo europeo più ampio e strutturato. La sua adozione consente alle aziende di armonizzare sicurezza e produttività, promuovendo una gestione proattiva dei rischi energetici.
Aggiornamento normativo – Luglio 2025
Sicurezza e resilienza – Sicurezza protettiva – Linee guida per un’architettura e un quadro di sicurezza di protezione aziendale
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Acustica – Determinazione dell’esposizione al rumore negli ambienti di lavoro – Metodologia
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Monitoraggio e diagnostica delle macchine – Monitoraggio delle vibrazioni – Parte 10: Tecniche diagnostiche per generatori elettrici con cuscinetti a film fluido
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Manutenzione – Processo di gestione dei rischi legati alle energie e ai fluidi durante le operazioni di manutenzione – Linee guida
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Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 2: Progettazione, produzione e marcatura dei dispositivi di sollevamento.
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Sistemi di trasporto intelligenti – eSafety – eCall Protocolli applicativi di alto livello (HLAP) che utilizzano l’IP Multimedia Subsystem (IMS) su reti a commutazione di pacchetto
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Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 3: Ispezione periodica, esame e collaudo
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Apparecchi di sollevamento e paranchi – Selezione di funi metalliche, tamburi e pulegge
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Apparecchi di sollevamento – Gru per l’utilizzo in mare aperto – Parte 1: Gru per l’utilizzo in mare aperto per impieghi generali
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Sicurezza del macchinario – Impianti a fune progettati per il trasporto di materiale e di persone appositamente designate – Requisiti generali di sicurezza
Recepisce
Sicurezza delle macchine per imballare – Parte 2: Macchinario per imballare in contenitori preformati rigidi
Recepisce
Riparazione di attrezzature a pressione e costruzione e modifica di attrezzature a pressione non disciplinate dalle direttive europee di prodotto – Parte 1: Impiego della saldatura
Sicurezza e resilienza – Autenticità, integrità e fiducia per prodotti e documenti – Linee guida per la protezione del marchio e procedure di applicazione
Adotta
Serie aerospaziale – Gestione del programma – Guida al controllo dell’affidabilità e della sicurezza
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Container per strutture in mare e relativi dispositivi di sollevamento – Parte 1: Progettazione, produzione e marcatura di container per strutture in mare.
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Robotica – Modularità per robot di servizio – Parte 202: Modello informativo per moduli software
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