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Industria 4.0: dall’iperammortamento al credito d’imposta

La legge di bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, art. 1, commi dal 184 al 197) ha modificato le modalità incentivanti per l'acquisto di beni strumentali e non passando dall'iperammortamento al credito di imposta, che si inserisce nello scenario generale del piano nazionale Industria 4.0   Chi ne beneficia e per cosa? Dal 1° gennaio 2020  possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le organizzazioni di so...

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Industria 4.0: dall’iperammortamento al credito d’imposta

La legge di bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, art. 1, commi dal 184 al 197) ha modificato le modalità incentivanti per l’acquisto di beni strumentali e non passando dall’iperammortamento al credito di imposta, che si inserisce nello scenario generale del piano nazionale Industria 4.0

 

Chi ne beneficia e per cosa?

Dal 1° gennaio 2020  possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito d’impresa.

L’agevolazione ha scopo di sostenere il processo di transizione digitale, la spesa privata in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità̀ ambientale, e l’accrescimento delle competenze nelle materie connesse alle tecnologie abilitanti il processo di transizione tecnologica e digitale.

La norma prescrive all’erogazione del credito d’imposta la condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

Tempi per beneficiare del credito d’imposta

Le imprese possono beneficiare del credito d’imposta dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, validità estesa al 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% per cento del costo di acquisizione.

 

Aliquote del credito d’imposta per i macchinari:

Per gli investimenti di macchinari la legge di bilancio 2020 differenzia il credito d’imposta in due scaglioni:

– CREDITO DI IMPOSTA del 40% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

– CREDITO DI IMPOSTA del 20% del valore del bene per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro.

Il credito d’imposta è applicabile fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

 

Aliquote del credito d’imposta per i software:

Per gli investimenti in software o bene immateriali mediante soluzioni di cloud computing la legge di bilancio 2020 ha stabilito il credito d’imposta in un unico scaglione:

– CREDITO DI IMPOSTA del 15% del valore del bene immateriale per gli investimenti fino a 700.000 euro.

 

Beni oggetto del credito d’imposta

Si tratta di beni (acquistati anche in leasing) dei seguenti tipi:

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori;

– Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. sistemi di misura, sistemi di monitoraggio, sistemi per l’ispezione;

– Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza (es. postazioni adattative, sistemi di movimentazione agevolata, dispositivi wearable, interfacce uomo macchina intelligenti).

 

Azioni necessarie per accedere al credito d’imposta

– conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili; la documentazione relativa ai pagamenti deve riportare l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 della Legge 160 del 27 dicembre 2019;

 – effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico che con apposito decreto ha stabilito il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile;

– le imprese sono inoltre tenute a produrre una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato;

– Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, l’onere documentale di cui al periodo precedente può̀ essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

 

Cosa cambia per gli investimenti effettuati nel 2018-2019 ?

Per i beni acquistati nel 2018 e 2019 si applica l’iperammortamento come da legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) 

 

Fonte: Gazzetta Ufficiale – Legge Bilancio 2020, 27 dicembre 2019, n. 160

 

La legge di bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, art. 1, commi dal 184 al 197) ha modificato le modalità incentivanti per l'acquisto di beni strumentali e non passando dall'iper...

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Verifiche degli impianti elettrici: nuove disposizioni modificano il DPR 462/2001

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato Il Decreto Milleproroghe 2020 – Decreto Legge 30 dicembre 2019 n. 162 – che fornisce “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica”.

Il Decreto apporta importanti modifiche al D.P.R. 22 ottobre 2001 n. 462 – Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi.

L’articolo 36 – Informatizzazione INAIL inserisce, dopo l’articolo 7 del citato D.P.R. n. 462/2001, l’art. 7-bis portando tre importanti novità nell’ambito delle verifiche degli impianti elettrici:

  • Banca dati informatizzata
  • comunicazione all’INAIL
  • tariffe

 

In ottica di diffusione delle tecnologie digitali tra imprese e pubblica amministrazione, INAIL predisporrà una banca dati informatizzata delle verifiche di cui al D.P.R. n. 462, vincolando i datori di lavoro a trasmettere ad Inail il nominativo dell’organismo a cui ha affidato la verifica.

In questo modo, così come avvenuto con CIVA per gli apparecchi di sollevamento e gli apparecchi a pressione, sarà possibile monitorare attraverso il portale che il datore di lavoro risponda all’obbligo di verifica degli impianti elettrici.

Stime ottimistiche affermano che siano sottoposti a verifica solo il 5% degli impianti che ne avrebbero obbligo, con le relative conseguenze a livello di mancata tutela dell’incolumità dei lavoratori da infortuni, mortali e invalidanti, legati al rischio elettrico.

Da maggio 2019 il portale CIVA di Inail funge da banca dati per le denunce degli impianti elettrici e per le verifiche periodiche di apparecchi di sollevamento e a pressione. La banca dati delle verifiche sugli impianti elettrici potrà essere implementata all’interno dello stesso applicativo.

Il Decreto prevede inoltre che gli organismi incaricati siano obbligati a versare una percentuale del 5% all’INAIL sulla tariffa delle verifiche.

A tutela di un versamento uniforme è stata decisa l’adozione di un tariffario nazionale unico, individuato nel tariffario nazionale adottato dall’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ora INAIL) con Decreto del presidente ISPESL del 7 luglio 2005 pubblicato sulla G.U. n. 165 del 18 luglio 2005.

 

Fonte: Gazzetta UfficialeRelazione illustrativa

 


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Emissioni di Gas Fluorurati a effetto serra: nel 2020 in vigore le nuove sanzioni

 

Il Decreto Legislativo n. 163/2019, in vigore dal 17 gennaio 2020, introduce nuove sanzioni amministrative pecuniari e, in alcuni casi, pene detentive nei confronti dei soggetti che violano le disposizioni del Regolamento (UE) n. 517/2014 sugli F-gas

 

Dal 17 gennaio 2020 entrano in vigore le nuove sanzioni per violazioni in materia di gas fluorurati a effetto serra, previste dal Decreto Legislativo n. 163/2019, che disciplinano:

  • prevenzione delle emissioni di gas fluorurati a effetto serra
  • controllo delle perdite e sistemi di rilevamento delle perdite
  • tenuta dei registri conservati nella Banca Dati gestita dalla Camera di commercio competente
  • recupero di gas fluorurati a effetto serra
  • certificazione dei soggetti  che si occupano di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature contenenti F-Gas
  • restrizioni all’immissione in commercio
  • etichettatura e informazioni sui prodotti e sulle apparecchiature

Riportando alcuni estratti della norma:

Art. 3 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 3 del regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di prevenzione delle emissioni di gas fluorurati a effetto serra

  1.   Chiunque rilascia in modo intenzionale nell’atmosfera gas fluorurati a effetto serra, se il rilascio non è   necessaria conseguenza tecnica dell’uso consentito, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  2. L’operatore che rilascia in modo accidentale gas fluorurati a effetto serra e che, in caso di rilevamento di perdite di gas fluorurati a effetto serra, non effettua la relativa riparazione, senza indebito ritardo e comunque non oltre 5 giorni dall’accertamento della perdita stessa, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 25.000,00 euro.
  3. L’operatore che, entro un mese dall’avvenuta riparazione dell’apparecchiatura soggetta ai controlli delle perdite di cui all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) n.  517/2014, non effettua, avvalendosi di persone fisiche in possesso del certificato di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica, n.146 del 2018, ovvero di cui all’articolo 13 dello stesso decreto, la verifica dell’efficacia della riparazione eseguita è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 15.000,00 euro.

[…]

 

Art. 8 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 10 del regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di certificazione

[…] 3. L’impresa che affida le attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria fisse, pompe di calore fisse e apparecchiature di protezione antincendio, ad un’impresa che non è in possesso del pertinente   certificato   rilasciato   ai   sensi dell’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, ovvero di quello  di  cui  all’articolo  13  dello  stesso decreto, è punita  con  la  sanzione amministrativa  pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro. […]

 

Fonte: Gazzetta Ufficiale


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Aggiornamento elenco norme armonizzate alla Direttiva Macchine | Dicembre 2019

 

La Commissione Europea ha reso disponibile un aggiornamento dei riferimenti delle norme armonizzate pubblicato nella Gazzetta ufficiale – Direttiva 2006/42 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica Direttiva 95/16/CE.

La nuova lista delle norme armonizzate alla Direttiva Macchine (2006/42/CE) comprende sia le nuove norme che gli emendamenti e le sostituzioni a norme precedente.

 

Scarica la lista

 

Fonte: Commissione Europea


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  La Commissione Europea ha reso disponibile un aggiornamento dei riferimenti delle norme armonizzate pubblicato nella Gazzetta ufficiale – Direttiva 2006/42 / CE del Parlamento eu...

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