Scambio di energia, determinanti e modulatori negli incidenti con infortuni mortali e gravi

Pubblicato il nuovo Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte (anni 2018-2019) indagati e approfonditi dai Servizi PreSAL delle ASL del Piemonte.

La periodica pubblicazione di questi Rapporti ha l’obiettivo di illustrare quali siano le cause principali degli infortuni sul lavoro, con particolare attenzione agli eventi con esito mortale, per coglierne i cambiamenti più significativi.

È fondamentale valorizzare le conoscenze acquisite dalle inchieste infortuni affinché dalle dinamiche e dalle cause degli infortuni più significativi o ricorrenti scaturiscano le migliori misure di prevenzione per evitarli. Questo bagaglio di conoscenze diventa fonte di informazioni anche per i datori di lavoro e i loro sistemi di prevenzione aziendale.


Come viene ricostruita la dinamica infortunistica?

Il tipo di scambio di energia

Una prima classificazione degli eventi infortunistici distingue gli incidenti in base al tipo di scambio di energia.

La maggior parte dei casi analizzati nel biennio oggetto del rapporto è legata a una variazione di energia. Le variazioni di energia sono divise in 7 gruppi e riguardano ad esempio cadute dall’alto (o in profondità), cadute di gravi, avviamenti intempestivi di macchine ed impianti, contatti elettrici indirettie incendi.

I restanti riguardano variazioni di interfaccia di energia tra infortunato e energia normalmente presente. In questo caso è il lavoratore che sposta una parte del suo corpo dove non dovrebbe, mettendola così in contatto con dell’energia che non varia. Sono eventi che riguardano macchine e impianti in funzione, investimenti e trascinamenti, contatti elettrici diretti dove prevalgono problemi legati ad aspetti organizzativi del lavoro.


I determinanti dell’incidente

I determinanti dell’incidente sono i fattori che hanno portato a un aumento della probabilità che l’evento avvenisse. I determinanti sono divisi in 6 categorie o assi:

  1. attività infortunato (azioni, gesti, movimenti inappropriati compiuti nel corso della dinamica infortunistica compiuti dall’infortunato)
  2. attività terzi (azioni, gesti, movimenti inappropriati compiuti nel corso della dinamica infortunistica compiuti da altri)
  3. utensili, macchine, impianti
  4. materiale (materiale in lavorazione/lavorato che presenta problemi di sicurezza nel corso della dinamica infortunistica)
  5. ambiente (complesso delle caratteristiche ambientali e degli elementi strutturali del luogo di
    lavoro legati alla sicurezza)
  6. dpi abbigliamento (mancato o errato uso di DPI)

Il Rapporto evidenzia come quasi la metà dei determinanti siano riconducibili ad attività dell’infortunato.

Un altro aspetto molto importante riguarda la preesistenza del determinante all’inizio della dinamica infortunistica – “stato” – o alla sua modifica nel corso dell’evento – “processo”.

I determinanti legati allo “stato” sono prevenibili mediante un’accurata valutazione dei rischi e individuabili anche in sede di vigilanza. I “processi” invece sono legati a fattori dinamici e non sempre evidenti, quindi più difficili da individuare.

Un tema rilevante evidenziato dal Rapporto è che per l’asse legato all’utilizzo di “utensili, macchine, impianti” i fattori sono classificati prevalentemente come “stati”, e sono collegati a situazioni di assenza o inidoneità delle protezioni. Anche tra i determinanti assegnati alla categoria “ambiente” prevale l’attributo “stato”.

Questo tipo di eventi sono quindi evitabili attraverso una migliore valutazione dei rischi.


I modulatori dell’incidente

I modulatori sono quei fattori che, per quanto non incidano sulla probabilità che un evento si verifichi, possono attenuare o peggiorare i danni al lavoratore.

Nel rapporto sono stati individuati dei modulatori in relazione agli incidenti mortali presi in analisi:

Questi modulatori si concentrano in negli assi:

  • “utensili, macchine, impianti”, per la mancanza di dispositivi atti a contenere il lavoratore in zone meno esposte allo scambio di energia (ad esempio la mancanza protezioni idonee);
  • “DPI – abbigliamento”, per il mancato uso di dispositivi anticaduta;
  • “attività infortunato”, per la posizione pericolosa del lavoratore.

 

Il Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte (anni 2018-2019) è disponibile qui.

 

Fonte: Dors


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